Born to be… Academy – Febbraio 2026

Dallo spazio subìto allo spazio co-costruito: RFL al Convegno “Supereroi Fragili”

Nel mese di aprile Recovery for Life parteciperà al Convegno “Supereroi Fragili”, organizzato da Edizioni Centro Studi Erickson. A rappresentare RFL sarà il Dr. Federico Pacchioni, che presenterà una Buona Prassi sviluppata presso la Neuropsichiatria di Limbiate incentrata sulla riconfigurazione dello spazio vissuto come dispositivo riabilitativo.

Il quadro teorico di riferimento

La letteratura sulle neuroscienze ambientali e sulla neuroarchitettura ha ampiamente documentato come le caratteristiche dello spazio costruito agiscano quali potenti modulatori dei processi neuroaffettivi, della risposta allo stress e del senso di sicurezza, con effetti particolarmente rilevanti nei contesti clinici e riabilitativi ad alta densità normativa. A partire da questo quadro, il progetto ha inteso esplorare il rapporto tra spazio abitato e regolazione emotiva in un contesto di neuropsichiatria dell’adolescenza, integrando approccio fenomenologico, neuroscienze ambientali e partecipazione attiva degli utenti.

Il laboratorio antropologico

Il percorso ha preso avvio con il laboratorio antropologico Il cielo in una stanza, finalizzato all’elicitazione dell’esperienza emica degli adolescenti ospiti della residenza rispetto agli spazi e agli ambienti abitati. La metodologia adottata ha privilegiato strumenti qualitativi non valutativi, tra cui brainstorming, elaborazione grafica e photo-elicitation, all’interno di un setting caratterizzato dalla sospensione intenzionale della funzione normativa e valutativa, al fine di favorire l’emersione di rappresentazioni dello spazio connotate sul piano emotivo e relazionale.

I risultati

I dati raccolti mostrano come gli spazi vengano vissuti prevalentemente in termini neuroaffettivi piuttosto che funzionali, configurandosi come dispositivi impliciti di regolazione o disregolazione emotiva. In particolare, soglie e spazi di transizione risultano associati a vissuti di controllo e perdita di autonomia; emerge altresì un bisogno esplicito di spazi di decompressione emotiva e di isolamento non punitivo.

L’intervento di riqualificazione ambientale

Gli esiti del laboratorio sono stati restituiti all’area tecnica dell’azienda e tradotti in un progetto di riqualificazione dell’ambiente: rimodulazione del carico sensoriale, creazione di spazi dedicati alla gestione dell’ansia e dell’agitazione, incremento delle possibilità di personalizzazione e miglioramento della qualità relazionale ed estetica degli ambienti comuni.

Nella fase di trasformazione e personalizzazione degli ambienti, gli adolescenti ospiti della residenza sono stati coinvolti attivamente, in una prospettiva riabilitativa orientata all’incremento del senso di agency e di controllo sull’ambiente. Tale approccio ha favorito il passaggio da uno spazio subìto a uno spazio co-costruito, con potenziali effetti positivi sulla regolazione emotiva, sull’alleanza terapeutica e sul rapporto con il setting istituzionale.

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