RFL PAVIA – Residenza AdR di Casteggio
Laboratorio psicoeducativo “Capire le emozioni, cambiare le azioni”
Dal 28 Aprile al 10 Giugno 2026 è stato realizzato presso la Residenza AdR il laboratorio psicoeducativo “Capire le emozioni, cambiare le azioni”. Il Laboratorio si è posto l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza emotiva e favorire lo sviluppo di competenze utili al riconoscimento, alla comprensione e alla regolazione delle emozioni.
Il percorso si è articolato in incontri settimanali e ha alternato momenti di confronto guidato, brainstorming, attività esperienziali di gruppo, lavori su cartelloni condivisi e utilizzo di immagini, oltre alla visione di film tematici. Tali strumenti hanno permesso ai partecipanti di esplorare il mondo delle emozioni di base e complesse, con particolare attenzione al riconoscimento dei propri stati emotivi e alla loro espressione nel contesto quotidiano.
Nel corso degli incontri sono state approfondite le principali emozioni (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa), analizzandone le caratteristiche, le funzioni e le modalità con cui si manifestano a livello di pensieri, sensazioni corporee e comportamenti. Particolare attenzione è stata dedicata alla costruzione del legame tra emozioni e azioni, con l’obiettivo di favorire una maggiore capacità di riconoscere i propri vissuti interni e di individuare modalità più funzionali di gestione delle situazioni emotivamente attivanti.
Il lavoro ha inoltre permesso di ampliare il vocabolario emotivo dei partecipanti e di facilitare la distinzione tra emozioni spesso confuse tra loro, promuovendo una maggiore capacità di riflessione sugli stati interni e sulle loro conseguenze comportamentali. La dimensione di gruppo ha rappresentato un elemento centrale del percorso, favorendo il confronto tra pari e la condivisione delle esperienze personali.
La valutazione degli esiti, effettuata mediante la somministrazione iniziale e finale della scala TAS-20, ha evidenziato complessivamente una tendenza alla riduzione delle difficoltà nel riconoscimento e nella descrizione delle emozioni, pur con differenze individuali tra i partecipanti. Tali risultati appaiono coerenti con quanto osservato nel corso degli incontri, nei quali si è riscontrato un progressivo incremento della partecipazione e della capacità di riflessione sul proprio mondo emotivo.
Nel complesso, il laboratorio ha rappresentato uno spazio sicuro e strutturato volto a sostenere i minori nello sviluppo di una maggiore consapevolezza emotiva e nell’acquisizione di strumenti utili alla gestione degli stati interni e delle dinamiche relazionali.


RFL PAVIA – Residenza NPI1
Accorgersi
Accorgersi della fatica di vivere, di ciò che hanno nella mente i nostri pazienti, di ciò che impedisce loro di stare, di parlare, di provare, di sentire che ne vale la pena. Le persone non possono accorgersi di ciò che non si vede se non lo si rende visibile.
Così, dall’instancabile lavoro della dott.ssa Denisa Popa che maneggia con abilità e cura il bisturi della scrittura creativa per togliere pesi dalla mente e dal cuore dei pazienti, nasce il desiderio di rendere visibili pensieri e parole dei nostri ragazzi. Sono stati scelti alcuni fra i testi più significativi ed è stato difficile perché ciascun elaborato risuona di dolore, fatica, impotenza e speranza. Ma nessuno si salva da solo in questo mestiere che, poi, forse, non è che costruire ponti.
E allora, grazie alla generosità della dott.ssa Giulia Garzione, abbiamo avuto modo di allestire una piccola installazione che catturasse l’attenzione di persone che nulla non sanno del mondo della NPIA. Giulia si occupa di mostre e si è messa a nostra disposizione perché Giulia si accorge dell’importanza di accorgersi.
Viene creata l’installazione, portata poche ore prima il concerto di Omar Sosa e Paolo Fresu nel bellissimo contesto della Certosa di Cantù. È un posto magico, ci sono molte persone e una bella energia, fatta di note suggestive e di leggerezza. A pochissimi metri da RFL Casteggio ci sono persone che ballano sulle note di un lavoro artistico che si chiama “food” e che gli autori spiegano fa riferimento al nutrimento dell’anima, alla culla culturale, alla possibilità di costruire ponti ed integrare suoni.
Stanno parlando del nostro lavoro, anche. Chissà se qualcuno se ne è accorto.
RFL LIMBIATE – Residenza NPI1
Recovery for fun
In questi giorni torridi, gli ospiti della NPI1 hanno trovato nello stare all’aperto un modo per alleggerire la morsa del calore e ricaricarsi. Tra le iniziative più riuscite, spicca “Recovery for Fun”: una battaglia di gavettoni e colori organizzata in collaborazione con la NPI2, che ha trasformato un caldo pomeriggio in un momento di gioco condiviso, leggerezza e connessione.
La sfida è stata combattuta con grande entusiasmo e alla fine è stata la NPI2 ad aggiudicarsi la vittoria, in modo piuttosto netto. A chiudere il pomeriggio, una merenda abbondante consumata insieme!

RFL LIMBIATE – Residenza NPI2
RePlace e la cura degli spazi in NPI2
I ragazzi della NPI2 hanno trasformato gli spazi del piano con una serie di murales colorati, realizzati durante i momenti più liberi della giornata con la partecipazione di tutti. Il risultato è visibile: pareti che prima erano neutre oggi raccontano qualcosa, e gli ambienti in cui i ragazzi vivono ogni giorno sono diventati più riconoscibili, più loro.
Dal punto di vista terapeutico-riabilitativo, il laboratorio ha rappresentato un’occasione di espressione personale e di sperimentazione delle proprie capacità creative, favorendo il senso di appartenenza al contesto comunitario e la percezione di poter contribuire attivamente alla costruzione di un ambiente condiviso. La progettazione e realizzazione dei murales hanno permesso ai ragazzi di lavorare sulla collaborazione, sulla condivisione di idee e sulla gestione degli spazi comuni, promuovendo competenze relazionali, senso di responsabilità e valorizzazione delle proprie risorse individuali. L’attività ha inoltre offerto uno spazio di comunicazione non verbale, permettendo ai ragazzi di esprimere parti di sé attraverso colori, immagini e simboli, rafforzando il legame tra identità personale e ambiente di vita.

RFL LIMBIATE – Centro diurno
Il gruppo TROPS
Da maggio ha preso ufficialmente avvio il nuovo planning delle attività terapeutico-riabilitative del Centro Diurno, che accompagnerà i ragazzi fino alla fine del mese di agosto con proposte pensate per favorire benessere, partecipazione e crescita personale.
Tra le novità introdotte spicca il “gruppo TROPS”, un’attività sportiva settimanale in cui i ragazzi, insieme alle operatrici che prenderanno parte attivamente agli incontri, avranno la possibilità di sperimentare discipline sportive differenti in un clima di condivisione e collaborazione. L’obiettivo del progetto non è la performance o la competizione, ma la promozione del benessere psicofisico, della socializzazione, della cooperazione e della regolazione emotiva attraverso il movimento e l’esperienza di gruppo.
Per questo motivo, la maggior parte degli incontri si svolgerà all’esterno della struttura, in contesti idonei alle attività proposte, favorendo anche l’esplorazione del territorio e nuove occasioni di socialità.
Per ogni incontro verranno inoltre coinvolti operatori esperti nello sport proposto, provenienti da altri servizi interni a Recovery For Life: questo aspetto rappresenta un’importante occasione di trasversalità, collaborazione e scambio tra équipe differenti, che permette ai ragazzi di confrontarsi con nuove figure professionali e di sperimentare contesti relazionali sempre più ricchi e stimolanti.
Nel corso di questo primo mese i ragazzi si sono già messi in gioco sperimentandosi nel minigolf, nel basket, in un’esperienza alternativa e collaborativa di canoa presso il Naviglio di Milano e nell’arrampicata, vivendo momenti di divertimento, scoperta e reciproco supporto.

RFL Milano – Centro diurno di via Benevento
Laboratorio Podcast: raccontare la realtà attraverso la voce dei ragazzi
Tra le proposte educative del Centro Diurno si è svolto il Laboratorio Podcast, un percorso creativo e formativo articolato in cinque incontri della durata di un’ora e mezza ciascuno. L’iniziativa ha offerto ai ragazzi l’opportunità di avvicinarsi al mondo del podcasting, uno strumento di comunicazione sempre più diffuso, utilizzato come mezzo di espressione personale, collaborazione e sviluppo delle proprie competenze.
Fin dalle prime attività, i partecipanti hanno esplorato diverse tipologie di podcast attraverso ascolti guidati, analizzandone struttura, linguaggio e modalità narrative. Questo primo approccio ha permesso loro di comprendere le potenzialità del mezzo e di sviluppare uno sguardo critico sui contenuti audio.
Uno degli aspetti più significativi del progetto è stato il coinvolgimento diretto dei ragazzi nella scelta dell’argomento da trattare. Attraverso momenti di confronto e brainstorming, il gruppo ha individuato un interesse comune nella cronaca, decidendo di approfondire e raccontare la rapina avvenuta presso una filiale Crédit Agricole di Napoli nell’aprile 2026.
La realizzazione del podcast ha richiesto un importante lavoro di squadra: dalla ricerca delle informazioni e dei materiali documentali alla scrittura dei testi, fino alla costruzione della narrazione. Il percorso si è concluso con una riflessione sul rapporto tra realtà e finzione, prendendo spunto dalla celebre serie televisiva La Casa di Carta. Un confronto che ha permesso ai ragazzi di interrogarsi sul confine tra il fascino narrativo della “rapina perfetta” e le conseguenze reali vissute dalle vittime di eventi simili.
Particolarmente significativa è stata la fase finale di registrazione. Ciascun partecipante ha avuto la possibilità di trovare il proprio modo di esprimersi, sperimentando la comunicazione attraverso la voce e superando, in molti casi, timidezza e insicurezze. Un’esperienza che ha contribuito a rafforzare la fiducia in sé stessi, la capacità di lavorare in gruppo e la consapevolezza delle proprie risorse personali.
Il laboratorio si è così rivelato non solo un’occasione per apprendere nuove competenze tecniche e comunicative, ma anche uno spazio di crescita, ascolto e valorizzazione delle potenzialità di ogni ragazzo.
