L’evoluzione territoriale del progetto, colloquio con la coordinatrice clinica Giulia Garavaglia
Il Progetto “Crescere alla Grande”, bando di Regione Lombardia vinto da Recovery For Life, si inserisce nel panorama degli interventi dedicati alla popolazione pre-adolescenziale e adolescenziale (target 11-25 anni) con l’obiettivo di potenziare i supporti educativi e psicologici.
In una recente riflessione con Giulia Garavaglia, coordinatrice clinica del Centro Diurno di Limbiate, è emerso come l’attuazione del progetto presso la sede di Limbiate di Recovery For Life abbia trovato una naturale convergenza con le prassi cliniche già in essere, rendendo superflui adattamenti strutturali e confermando la solidità del modello d’intervento adottato.
L’operatività del progetto si è tradotta nell’implementazione di un modello di educativa domiciliare che supera la concezione classica di “intervento tra le mura domestiche”. Come sottolineato dalla Dr.ssa Garavaglia, il domicilio viene qui inteso in senso antropologico e sociale: uno spazio che abbraccia l’ambiente territoriale frequentato dal giovane. Gli interventi mirano a promuovere le attività socio-ricreative, come l’individuazione di opportunità sportive; la gestione delle attività quotidiane e il coinvolgimento del nucleo familiare, parte integrante del processo di cura e di supporto.
Grazie all’esperienza clinica maturata, si sono intercettati bisogni specifici che spesso rimangono latenti nei percorsi puramente ambulatoriali: il progetto risponde con efficacia alla necessità di costruire una rete di supporto sociale e funzionale, a contrasto dell’isolamento; il supporto alla continuità scolastica e formativa, ambito frequentemente compromesso nella fascia d’età di interesse.
Un punto di forza distintivo di “Crescere alla Grande” è l’offerta di interventi riabilitativi di gruppo, non solo setting terapeutico, ma anche vera e propria “palestra” di risocializzazione, dove è possibile mettersi alla prova e sperimentare le competenze acquisite attraverso la pratica, consolidando così le proprie competenze e gli obiettivi raggiunti.
Parallelamente, il lavoro dell’equipe multidisciplinare garantisce una valutazione complessa del caso, permettendo di elaborare strategie condivise, coerenti e maggiormente efficaci sul piano clinico e terapeutico. Il progetto, dunque, si configura come un meccanismo in grado di assicurare una continuità assistenziale, permettendo la presa in carico di pazienti anche dopo la dimissione da percorsi di semiresidenzialità, facilitando un accompagnamento al domicilio e il reinserimento del minore all’interno del proprio percorso di riferimento. Il progetto può divenire un ponte, un aggancio per l’eventuale futura integrazione dei pazienti nei servizi residenziali che Recovery For Life offre. Al momento stiamo sperimentando questo approccio, avviato per alcune percorsi e casi sul territorio.
