La voce dai centri – Marzo 2026

RFL LIMBIATE – Centro diurno

Negli ultimi mesi, il Centro Diurno Terapeutico per Adolescenti di Limbiate ha dato vita a un nuovo progetto pensato per affiancare le giornate del gruppo Famiglie al Centro. L’idea di fondo è creare spazi di incontro informale, favorire la conoscenza reciproca e aprirsi al territorio attraverso esperienze vissute al di fuori della routine quotidiana del centro.

Uscite sul territorio: scoprire, giocare, stare insieme

In questo spirito sono nate diverse uscite, ognuna capace di offrire occasioni preziose di socializzazione e sperimentazione. Ragazzi e famiglie hanno visitato il Balloon Museum, un’esperienza immersiva e creativa che ha coinvolto tutti in modo leggero e stimolante. C’è stato poi un pomeriggio al bowling di Paderno Dugnano, all’insegna del divertimento e del gioco di squadra, e una passeggiata in centro a Milano, con una passeggiata in Galleria e un momento conviviale condiviso davanti a un aperitivo.

La Fashion Week del Centro

Le attività terapeutico-riabilitative si sono arricchite anche di iniziative pensate per stimolare l’espressione, il gioco e il senso di appartenenza. Tra queste spicca la Fashion Week del centro, una settimana a tema che ha visto ragazzi e operatori mettersi in gioco con entusiasmo e tanta creatività. Ogni giornata aveva il suo filo conduttore:

  • Vintage: RSA – un viaggio ironico e creativo nel tempo
  • CTRL C + CTRL V – ciascun partecipante ha interpretato un altro membro del centro, scelto tramite sorteggio segreto
  • Pigiama Party – una giornata tutta comfort e spontaneità
  • Ma sei famoso? – spazio libero a imitazioni e personaggi celebri
  • Met Gala – gran finale con abiti originali e un tocco di eleganza

Un percorso che, giorno dopo giorno, ha trasformato il centro in un luogo di festa, creatività e connessione autentica.

RFL LIMBIATE – Residenza NPI1

Mani in pasta alla NPI 1 di Limbiate

Cucinare è molto più che preparare un pasto. È un gesto di autonomia, un atto di condivisione, un momento di scoperta. Presso la NPI 1 di Limbiate, il laboratorio Edu-Nutrizionale ha inaugurato un nuovo format che sta cambiando il modo in cui i ragazzi vivono il loro rapporto con il cibo.

Sotto la guida della dietista e con il supporto costante dell’équipe educativa, i ragazzi hanno fatto il salto dalla teoria alla pratica. Dopo una formazione essenziale sulle norme HACCP, indispensabili per muoversi in sicurezza tra i fornelli, il gruppo ha preso in mano l’intero processo: dalla scelta della ricetta alla spesa in autonomia, fino alla preparazione finale.

I msemmen per la fine del Ramadan

L’incontro del 12 marzo è stato particolarmente significativo. In occasione della conclusione del Ramadan, una ricorrenza molto sentita da alcuni dei ragazzi, il gruppo ha preparato i msemmen, le tipiche sfoglie della tradizione marocchina, da abbinare a dolce o salato. Mettere le mani in pasta ha significato celebrare non solo una festa, ma l’identità e le radici di chi compone il gruppo.

Al termine di ogni sessione, il momento dell’assaggio si trasforma in uno spazio di confronto prezioso dove ci si scambiano impressioni, si scambiano opinioni e si immagina come migliorare il piatto la volta successiva.

Perché la cucina è terapeutica

Il contatto diretto con gli alimenti ha un valore terapeutico profondo, in particolare per chi vive sfide legate alla sfera alimentare. Sperimentarsi ai fornelli offre la possibilità di riscoprire la sensorialità del cibo in un contesto non minaccioso, di allenare le funzioni esecutive – pianificazione, gestione del tempo, organizzazione della spesa – e di vivere momenti di quotidianità e normalità che troppo spesso diamo per scontati.

RFL LIMBIATE – Residenza NPI2

Soundtrack: quando la musica dà forma alle emozioni

Negli ultimi tre mesi, presso la NPI2 di Limbiate, ha preso vita il laboratorio Soundtrack: un percorso espressivo che usa la musica come punto di partenza per esplorare il mondo emotivo dell’adolescenza, e il collage come strumento per dargli forma e significato.

L’adolescenza è un tempo di cambiamento, ricerca e oscillazione continua. Soundtrack accompagna i ragazzi in questo territorio interiore, toccando temi come la confusione, l’impulsività, le grandi domande identitarie in uno spazio libero dal giudizio, dove le immagini diventano il linguaggio con cui dare voce ai propri vissuti.

Tra le note di ThaSupreme, Marracash e dei Måneskin, ogni incontro si è trasformato in un’occasione per fermarsi, ascoltare e guardarsi dentro.

Il cuore del laboratorio sta nella possibilità che ogni ragazzo ha di portare la propria prospettiva: scegliere una canzone che risuona con qualcosa di personale, tradurla in immagini attraverso il collage, e condividere tutto questo con il gruppo. Un processo che genera ascolto reciproco, riconoscimento e senso di appartenenza.

RFL LIMBIATE – Struttura Giovani Adulti

Sulla neve ai Piani di Bobbio

A metà marzo, il gruppo dei giovani adulti della struttura di Limbiate ha vissuto un’esperienza ai Piani di Bobbio, trascorrendo una giornata all’insegna del divertimento e della scoperta.

I ragazzi si sono messi alla prova con le discese lungo la pista dei bob e con passeggiate immersi nella natura, condividendo momenti di entusiasmo e leggerezza. Le attività proposte hanno favorito una maggiore coesione del gruppo, grazie anche alle discese in coppia e alla possibilità di vivere un ambiente, per alcuni, del tutto nuovo.

Lo scopo di queste uscite è proprio questo: offrire occasioni per uscire dalla propria zona di comfort e, allo stesso
tempo, permettere di sperimentarsi attraverso esperienze nuove e significative. Il tutto in un contesto sicuro e tutelante, garantito dalla presenza costante degli operatori che hanno accompagnato il gruppo durante la giornata.

RFL CASTEGGIO – Residenza AdR

Laboratorio “Stereotipi e pregiudizi di genere”

Il laboratorio “Stereotipi e pregiudizi di genere” è rivolto ai nove ragazzi della Residenza AdR e si configura come uno spazio di riflessione volto a promuovere una cultura del rispetto. Il percorso propone un lavoro progressivo che intreccia il racconto delle conquiste sociali e politiche delle donne con l’analisi critica degli stereotipi e dei pregiudizi ancora presenti nella contemporaneità.

L’attività prende avvio dal piano cognitivo dello stereotipo, inteso come insieme di idee preconcette che orientano il modo di percepire e relazionarsi con gli altri, fino a tradursi, nei casi più estremi, in comportamenti di esclusione, discriminazione o violenza. Il laboratorio è stato avviato in continuità con la Giornata internazionale della donna, per riprenderne significato e motivazioni, e si articola in sei incontri. Durante il percorso verrà approfondita l’evoluzione giuridica del tema, dal delitto d’onore fino al Codice Rosso, per offrire ai partecipanti un quadro chiaro dei cambiamenti normativi e culturali. Il lavoro si concluderà con la visione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, come momento di sintesi e rielaborazione.

Dal punto di vista metodologico, il laboratorio adotta un approccio interattivo ed esperienziale, alternando brainstorming, materiali cartacei e contenuti audio-video, con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento attivo dei partecipanti.

Gli obiettivi del percorso si collocano su più livelli. Sul piano critico, si intende stimolare una maggiore consapevolezza rispetto ai fattori sociali e culturali che hanno storicamente modellato e continuano a influenzare i ruoli di genere. Sul piano delle conoscenze, il laboratorio mira a fornire una panoramica delle principali conquiste sociali e giuridiche delle donne, affrontando parallelamente il tema della violenza di genere nelle sue diverse forme. Sul piano relazionale, l’obiettivo è promuovere il rispetto reciproco e l’empatia nelle relazioni tra pari e affettive, sostenendo lo sviluppo di modalità costruttive di gestione del conflitto. In modo trasversale, il percorso favorisce il potenziamento delle competenze di ascolto, confronto e dialogo, considerate fondamentali per una convivenza consapevole e rispettosa all’interno del gruppo.

RFL CASTEGGIO – Residenza NPI1 E NPI2

Dialogo fra generazioni

Ispirandosi alla visione di welfare generativo promossa da Regione Lombardia, un approccio che supera la logica assistenzialista e riconosce nella longevità un valore per l’intera comunità, le NPI 1 e 2 di Casteggio hanno avviato un progetto dedicato al dialogo intergenerazionale.

Attraverso visite settimanali, è nata una collaborazione tra la nostra realtà e una RSA del territorio, creando un ponte tra adolescenti e anziani

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di far incontrare fragilità (e resilienze) diverse, trasformandole in un’opportunità di scambio, crescita e arricchimento reciproco. Il percorso prosegue con l’intento di consolidare uno spazio stabile di relazione intergenerazionale, in cui le differenze possano diventare risorse.

In questo contesto si favoriscono percorsi di crescita individuale, lo sviluppo del senso di competenza, il rafforzamento dell’appartenenza e la continuità educativa.  Prendersi cura dell’altro consente a ciascuno dei partecipanti di prendersi cura del proprio passato, delle proprie radici e della parte vulnerabile del sè.

Centro diurno di via Benevento a Milano

Uscite nel quartiere

Con l’arrivo della bella stagione, sono riprese le uscite nel quartiere: ogni venerdì pomeriggio, i ragazzi del Centro Diurno ritrovano il parco come spazio di svago, movimento e relazione.

Questi appuntamenti sono attesi e desiderati. Lontano dalla routine quotidiana del servizio, i ragazzi hanno la possibilità di muoversi in un contesto più aperto e meno strutturato, dove sperimentare le dinamiche di gruppo, misurarsi con confini meno definiti e imparare, gradualmente, a riconoscerli e gestirli.

Le attività proposte sono semplici e spontanee (giocare a palla, cercare quadrifogli, raccogliere fiori) ma il loro valore è tutt’altro che banale. Coinvolgere il corpo in modo naturale porta benefici concreti sul benessere psicofisico e stimola funzioni cognitive importanti come l’attenzione sostenuta e la concentrazione.

C’è poi una dimensione che va oltre il gruppo: quella dell’incontro con il territorio. L’interazione con gli abitanti del quartiere contribuisce a contrastare lo stigma legato al disagio psichico e sostiene un graduale processo di reinserimento sociale. Il quartiere, in questo senso, è parte attiva del percorso terapeutico.

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